Smartphone in classe? Ecco cosa ne pensiamo

smartphone in classe

Il telefonino è diventato ormai a tutti gli effetti un compagno inseparabile per i nostri figli, tanto che recentemente una proposta per consentire l’uso dello smartphone in classe è giunta anche dal Ministro dell’ Istruzione Valeria Fedeli, la quale ne ha evidenziato la possibile utilità a livello didattico. Non sono mancate ovviamente le polemiche, le perplessità ed anche alcune critiche, ma è così sbagliata l’idea del Ministro? Ecco cosa ne pensiamo noi.

Sono molti gli enti che hanno espresso la loro opinione in merito all’uso dello smartphone in classe, uno su tutti è l’ INDIRE che ha deciso di condurre una ricerca su questa tematica. Il sondaggio effettuato su un campione di circa 3.500 persone ha rivelato però dati abbastanza scoraggianti. Sembra infatti che l’impiego di smartphone, pc ed altre tecnologie simili, ridurrebbe la propensione degli studenti al lavoro in team, privilegiando un tipo di problem solving più individuale.

Per quanto accurate possano essere le analisi effettuate dall’ INDIRE è necessario valutare anche l’evoluzione del mondo in cui viviamo, ormai sempre più dipendente dalla tecnologia. Quello che serve secondo noi è il giusto equilibrio, un po’ come quando ai nostri tempi ci vietavano l’uso della calcolatrice nei compiti in classe di matematica, ma che non esitavamo ad utilizzare una volta a casa.

Lo smartphone in classe usato come strumento didattico in maniera consona può essere ottimo per agevolare il lavoro dello studente, soprattutto se si considera l’elevato numero di app dedicate proprio ai giovani, e la loro innata affinità con la tecnologia, ma è anche necessario ricordare l’importanza del rapporto umano, del confronto e della crescita di gruppo. Insomma bisogna trovare la giusta via di mezzo.

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