I punti chiave del referendum costituzionale

Già da mesi ormai i politici italiani stanno facendo proclami sul famoso referendum costituzionale che a ottobre vedrà i cittadini chiamati alle urne per dire si o no. Ma in cosa consiste il referendum che prende il nome dalla sua redattrice Maria Elena Boschi e che tanto fa discutere? Vediamolo insieme in questo breve articolo riassuntivo.

La Costituzione è un documento che indubbiamente ha bisogno di revisioni per adattarsi ai tempi moderni, ma esse devono essere fatte con molta attenzione e criterio. Il referendum di ottobre si focalizza su 5 punti in particolare del documento che, a livello teorico, dovrebbero ridurre un po’ della troppo complicata burocrazia italiana, dando più potere alla camera.

Riforma del senato: Il senato, così com’è attualmente, conta 315 senatori ed ha il compito di vagliare le leggi e le proposte di legge che la camera sviluppa durante le sue attività, bocciandole o approvandole. La riforma costituzionale, in caso di vittoria dei si, ridurrebbe il numero dei senatori a 100, 95 dei quali scelti dai consigli regionali che eleggeranno 21 sindaci (uno per regione e 2 per il Trentino) e 74 consiglieri che rimarranno in carica fino allo scadere del loro mandato. Gli altri 5 verranno invece scelti direttamente dal presidente della Repubblica e rimarranno in carica per 7 anni.

In più il sento perde il potere di approvare o respingere le leggi, lasciando questo compito alla camera, ed avrà solo la funzione consultiva e di tramite fra Stato e Regioni. Verranno quindi aboliti anche i senatori a vita, eccezion fatta per gli ex presidenti della repubblica.

Elezione del presidente della Repubblica: Non potranno più parteciparvi i consiglieri regionali ma soltanto le 2 camere.

Abolizione del Cnel: Il consiglio nazionale per l’economia e il lavoro è un organo che ha funzione consultiva in materia di leggi di economia e lavoro e può addirittura avanzare proposte di legge in merito, col referendum questo ente verrebbe cancellato.

Competenze di Stato/Regioni: Alcune delle competenze riservate alle regioni attualmente tornerebbero allo Stato fra cui: l’ambiente, la gestione di porti e aeroporti, trasporti e navigazione, produzione e distribuzione dell’energia, politiche per l’occupazione, sicurezza sul lavoro, ordinamento delle professioni.

Referendum Abrogativo: Non verrà modificato il requisito di validità per il referendum abrogativo che prevede il 50%+1 degli aventi diritto al voto per essere attuato ma se la consultazione viene proposta da più di 800mila cittadini il quorum sarà ridotto e basterà che vada a votare il 50%+1 dei votanti alle ultime elezioni politiche. Mentre per proporre una legge di iniziativa popolare serviranno ora 150mila firme invece delle attuali 50mila.

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